lunedì 16 novembre 2009

Lettera inviata ai Dirigenti Scolastici della Provincia di Sondrio a seguito dell'incontro del 30/10/2009 tra "Scuola e Diritti" e l'Ufficio Scolastico Provinciale.

Alla cortese attenzione di:
-Dirigente Scolastico
-Collegio dei Docenti
E p.c - Consiglio di Circolo o d’Istituto
-R.S.U.
-Ufficio Scolastico Provinciale

Oggetto: ulteriori rischi di discriminazione per gli alunni che non si avvalgono dell’IRC.


L’associazione “Scuola e Diritti”, associazione culturale fondata da genitori e personale scolastico che da nove anni agisce in Provincia in difesa dei valori costituzionali, ha richiesto un incontro con il Dirigente Scolastico Provinciale per presentare le diverse situazioni in contrasto con il dettato costituzionale e la legge rilevate nella scuola pubblica, soprattutto per quanto riguarda l’attuazione delle cosiddette ore alternative all’insegnamento della religione cattolica (IRC).
Venerdì 30 ottobre 2009 alcuni rappresentanti dell’associazione si sono incontrati presso l’Ufficio Scolastico Provinciale con la dott.sa Zhara Buda, in rappresentanza del Dirigente Scolastico Provinciale.
Durante tale incontro, “Scuola e Diritti” ha lamentato la mancanza di pari opportunità per coloro che non si avvalgono dell’IRC all’interno della scuola pubblica, contrariamente a quanto la Costituzione della Repubblica Italiana e le successive Sentenze della Corte Costituzionale sanciscono.
Tale situazione crea, in tal modo, una realtà fondamentalmente ingiusta: infatti, la scuola pubblica dovrebbe essere l’istituzione che opera per la formazione del cittadino delineato nella Carta Costituzionale.
La situazione negativa, negli ultimi tempi, è addirittura peggiorata, a seguito dei tagli imposti alla scuola si è potuto assistere ad un ulteriore riduzione delle cosiddette “ore di attività alternativa”, attività programmate per gli alunni che non si avvalgono dell’IRC.
Le famiglie, associate a “Scuola e Diritti”, descrivono situazioni di grave disagio per gli alunni che sono costretti a subire evidenti discriminazioni e dirigenti scolastici che si dicono impossibilitati a garantire le attività alternative a causa dei pesanti tagli di organico.
A livello provinciale la situazione è piuttosto variegata, dalle comunicazione delle famiglie si ha la chiara idea che il fenomeno sia a macchia di leopardo: in un quadro globale generalmente negativo si hanno situazioni positive dove la scuola ha cercato di garantire condizioni di maggior rispetto verso le minoranze.
La dott.sa Zhara Buda ha gentilmente ascoltato le istanze di “Scuola e Diritti” ed ha riferito che l’Ufficio Scolastico Provinciale è a conoscenza del problema e sa, inoltre, che i tagli operati hanno creato difficoltà in diversi campi dell’azione scolastica, per esempio anche per quanto riguarda il sostegno agli alunni portatori di handicap.
Ha comunicato all’associazione, inoltre, che con l’attuazione dell’autonomia l’Ufficio Scolastico Provinciale è caratterizzato da limiti nell’intervento, sia per quanto riguarda il POF di ogni singolo istituto scolastico che per quanto riguarda l’attività dei dirigenti, in ogni caso si è nell'attesa di risorse aggiuntive che dovrebbero, parzialmente, risolvere i problemi relativi all’handicap ed anche all’attuazione delle attività per gli alunni che non si avvalgono dell’IRC.
A tal fine è stato affidato ad un dirigente scolastico il compito di organizzare l’utilizzo di tali risorse aggiuntive.
A conclusione del colloquio, la dott.sa Zhara Buda ha confermato la disponibilità dell’Ufficio Scolastico Provinciale a mantenere un dialogo positivo con l’associazione “Scuola e Diritti”.
“Scuola e Diritti” ha confermato l’interesse per la collaborazione con l’istituzione Scuola, come da proprio Statuto, al fine di far sì che, sempre più, essa sia luogo di formazione di cittadini che sappiano vivere compiutamente quanto l’art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana recita.
L’associazione continuerà a monitorare quanto avviene all’interno della scuola pubblica per evitare il ripetersi di situazioni di discriminazione.
“Scuola e Diritti” ricorda che le attività didattiche e formative e lo studio individuale assistito (modulo D domanda d’iscrizione), si basano sull'applicazione della CM 316/87, l'ultima circolare al riguardo.
La scuola è tenuta ad organizzare tali attività per non produrre discriminazioni derivanti da scelte che attengono alla libertà di religione e dalla religione, di cui all'art. 19 della Costituzione. Non è corretto, quindi, spostare chi non si avvale in altre classi o peggio utilizzare il personale addetto alle attività suddette per le
supplenze in altre classi.
Per queste attività la CM 316 afferma che deve essere utilizzato prioritariamente personale con ore a disposizione, poi personale con ore eccedenti, poi supplenti, ne consegue che per garantire il corretto funzionamento delle lezioni e rispondere coerentemente alle scelte effettuate dalle famiglie, tali possibilità devono essere pienamente utilizzata e richieste anche dai Dirigenti Scolastici.
Ringraziando per l’attenzione, distinti saluti.

Morbegno, 09 novembre 2009

Per "Scuola e Diritti"
La Segretaria
(Pizzini Antonella)

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